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ARCHITETTURA E DESIGN


A NATALE SIAMO TUTTI PIÙ BUONI, ANCHE I LEGNI DI FIEMME 3000

A NATALE SIAMO TUTTI PIÙ BUONI, ANCHE I LEGNI DI FIEMME 3000

I risultati del “Progetto Alfa-pinene”, la ricerca scientifica commissionata da Fiemme 3000 – azienda trentina dal 1993 specializzata in pavimenti, rivestimenti e arredamenti in legno biocompatibili – al CNR-IVALSA,
il maggiore istituto di ricerca italiano nel settore foresta/legno parlano chiaro: i legni di Fiemme fanno bene.

Dopo 18 mesi di analisi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree ha dimostrato l’assenza di radiazioni, metalli pesanti, derivati del petrolio e sostanze chimiche (Composti Organici Volatili – COV) considerate nocive in tutti i prodotti dell’azienda trentina, specializzata in pavimenti, rivestimenti e arredamenti in legno biocompatibili. Rilevando, al contrario, l’emissione di COV tipici di piante e vegetali, tra i quali alcuni monoterpeni (ad esempio l’Alfa-pinene, da cui trae il nome del progetto) che caratterizzano i medicinali balsamici ritenuti benefici se assunti in basse dosi.

Secondo la ricerca condotta attraverso 6 tecniche analitiche all’avanguardia sulle materie prime utilizzate in Fiemme 3000, su tutte le tipologie di prodotto finito, su pavimenti di altri produttori, in ambienti naturali incontaminati e su farmaci balsamici (per un totale di 50.000 composti chimici analizzati e 3.000 misure di metalli pesanti), tutti i prodotti Fiemme 3000 sono:

  • esenti da VOC considerati nocivi, metalli pesanti, radiazioni, a differenza di campioni di altre aziende con cui sono stati comparati
  • emettono VOC tipici delle piante, che si possono comunemente trovare in un bosco incontaminato, nel legno e negli agrumi
  • alcuni di questi VOC sono gli stessi che si trovano nei medicinali balsamici da farmacia e hanno effetti positivi sulla salute
  • sono realizzati a partire da materie prime vegetali e non presentano traccia di composti derivati dal petrolio
  • tutte le analisi (VOC, formaldeide, metalli pesanti, radiazioni) superano largamente i requisiti previsti da leggi, certificazioni e normative.

Caratteristiche confermate anche dai rilevamenti effettuati negli ambienti di taglio e lavorazione dello stabilimento produttivo di Predazzo, in Val di Fiemme, dove avvengono i trattamenti e le finiture: anche qui l’aria è priva di sostanze tossiche.

«Risultati eccellenti, oltre le aspettative»: il bilancio del CNR-IVALSA.

In un panorama nazionale e internazionale in cui gran parte del mercato offre prodotti non attenti alle caratteristiche di salubrità, Fiemme 3000 ha quindi deciso di distinguersi, commissionando volontariamente questa ricerca per offrire un prodotto 100% biocompatibile, salubre e verificato scientificamente.

Le misurazioni si sono concentrate su oltre 100 campioni di pavimenti, andando ad analizzare tutti i prodotti attualmente in produzione nel loro completo ciclo di vita, per classificare con strumentazione scientifica le emissioni di eventuali sostanze chimiche – COV e formaldeide – o agenti fisici – come polveri di metallo e radiazioni – responsabili della qualità dell’aria e quindi dell’inquinamento indoor.

Considerato che ogni pavimento Fiemme 3000 emette un bouquet di 50-120 molecole, per stabilire la tossicità o meno delle sostanze è stato fondamentale fare riferimento alla letteratura scientifica e a specifici database. Nessuna corrispondenza con le voci maggiormente nocive incluse nella lista dello IARC (International Agency for Research on Cancer) e ancora nessuno sforamento di soglia per la red list di 800 voci dello schema dell’AgBB (Committee for Health-related Evaluation of Building Products).

E se questi esiti non lasciano dubbi sul contributo di simili prodotti alla realizzazione di spazi salubri – non solo naturali ma, soprattutto, attenti alla qualità dell’aria e quindi della vita di chi li abita –, le virtù “balsamiche” dei legni Fiemme 3000 non possono che costituire una piacevole scoperta.

Se si considera che ogni materiale rilascia emissioni nell’ambiente per tutto il proprio ciclo di vita e quanto tempo si trascorre negli spazi chiusi – il 90% circa di una intera giornata –, circondarsi di materiali naturali e trattati con processi che evitano di immettere sostanze inquinanti nell’aria, definisce una scelta progettuale responsabile sulla scia di una bioedilizia sensibile alla salubrità delle materie impiegate e al benessere delle persone.

Non esiste oggi in Italia una normativa organica di riferimento sulla qualità dell’aria indoor: leggi specifiche riguardano alcuni agenti inquinanti indoor (amianto, fumo passivo, radon), mentre linee guida tutelano la salute negli ambienti confinati e nelle scuole, e le certificazioni esistenti stabilite da istituti privati non assicurano univoci standard internazionali di riferimento, indicando spesso livelli ammissibili molto diversi. Per questo, secondo l’architetto Leopoldo Busa, esperto in Indoor Air Quality, tra i relatori della conferenza milanese: «Il “Progetto Alfa-pinene” si configura come un caso concreto, capace di orientarci verso quella che riteniamo ormai la nuova frontiera della certificazione ambientale (e/o di prodotto) legata alla qualità dell’aria indoor».

lavorazione del legno